A.S.O.O.T

Associazione svizzera di ossigeno ozonoterapia
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Curare l’ernia del disco con l’ozonoterapia

ernia del disco e ozonoterapiaL’ernia del disco è una delle malattie più diffuse al mondo che colpisce prevalentemente giovani e adulti creando enormi problemi sociosanitari ed economici in tutti i paesi del mondo.

È una malattia molto dolorosa ed invalidante che tende a cronicizzarsi piuttosto che evolvere verso la guarigione. Nello specifico il termine ernia al disco indica la fuoriuscita di materiale del nucleo polposo del disco intervertebrale causata dalla rottura delle fibre dell’anello fibroso che formano la parete del disco.

In relazione quindi alla gravità della lesione discale si parla di:

  • Bulging: lieve deformazione del disco, senza rotture.
  • Protrusione discale: quando il rigonfiamento è provocato solamente dalla deformazione dello strato più esterno del disco
  • Ernia discale: quando la parte gelatinosa interna più morbida (il nucleo polposo) fuoriesce dalla sede naturale

I termini vengono fra loro spesso confusi o usati, anche nelle refertazioni radiologiche, in modo improprio.

Protusione discale ed evoluzione della malattia in ernia del disco

La deformazione della periferia, denominata protrusione discale, può rappresentare un momento iniziale della malattia/degenerazione del disco. Questa condizione può evolvere in ernia discale o invece rimanere stabile nel tempo e progredire negli anni in una naturale disidratazione interna del nucleo gelatinoso.

Nessuno può prevederne l’evoluzione, si deve però raccogliere il segnale d’allarme rappresentato dal dolore.
Se non si modificano certe abitudini di vita che comportano un sovraccarico dei dischi è molto più facile che la protrusione discale diventi un’ ernia discale cioè che il disco si rompa per far fuoriuscire il materiale gelatinoso interno e frequentemente aggravare anche la sintomatologia.

Le ernie più frequenti sono quelle lombari, seguite da quelle cervicali e da quelle dorsali. Frequenti i casi di ernie multiple e di ernie famigliari. Le lacerazioni del disco determinano il rilascio di mediatori chimici dell’infiammazione che possono causare un dolore severo anche in assenza di una compressione diretta delle radici nervosa. Il processo infiammatorio coinvolge le radici nervose dei nervi nel punto in cui questi fuoriescono dalla colonna vertebrale. Il nervo è infiammato alla sua origine ma il dolore si può sentire in ogni punto in cui il nervo arriva. L’infiammazione è la causa del dolore da ernia discale: il nervo fa male quando è infiammato non quando è compresso. Un nervo compresso ma non infiammato da una percezione di corrente elettrica lungo il suo decorso, proprio come quando si urta il gomito su qualche spigolo. Certo, un nervo può essere sia infiammato che compresso e in questo caso il dolore è ancora più intenso.

Sintomi dell’ernia del disco

Curare l’ernia del disco con l’ozonoterapiaI pazienti possono lamentare un dolore di diversa intensità, formicolio o una sensazione di bruciore.  La sensibilità tattile o dolorifica può essere ridotta o assente e alcune volte può presentarsi un deficit di forza. La sede dei sintomi è legata alla sede dell’ernia o della protrusione discale.

Ernia discale lombare

La sintomatologia dell’ernia del disco lombare (che è la più frequente) inizia in genere con il cosiddetto “colpo della strega”. I sintomi si manifestano alla schiena in sede lombare, ai glutei, alle cosce, possono irradiarsi al piede sino alle dita. Il nervo sciatico è il nervo colpito più frequentemente (dolore alla gamba, posteriore, fino alla caviglia o alle dita del piede), più raramente il nervo femorale (dolore alla coscia, anteriore, esteso fino al ginocchio).

Ernia discale cervicale

I sintomi possono colpire la nuca, il collo, la scapola, la spalla, il braccio e la mano.

La maggior parte delle ernie del disco si verifica quando una persona è tra i trenta e i quaranta anni, cioè quando il nucleo polposo è ancora una sostanza gelatinosa. Con l’età il nucleo polposo tende ad “asciugarsi” e quindi il rischio di ernia si riduce. Dopo i 50 o 60, la spondilosi o la stenosi spinale sono le cause più probabili di mal di schiena o dolore alle gambe.

Fattori di rischio dell’ernia del disco

Sono considerati fattori di rischio le occupazioni sedentarie e l’inattività fisica, il sovrappeso, l’alta statura, la guida di veicoli a motore prolungata e costante, le vibrazioni, i lavori a elevato impegno fisico soprattutto se comportano abitualmente il sollevamento manuale di carichi e le gravidanze.

Terapia per la cura dell’ernia del disco

Il trattamento di un’ernia può essere:

  • conservativo (riposo, fisioterapia, farmaci, altro)
  • chiropratico per sbloccare le vertebre sublussate [bloccate] riportando giusto movimento nella zona e riducendo l’irritazione dei tessuti circostanti all’ernia che sono la ragione principale dei sintomi dolorosi
  • chirurgico
  • osteopatico per ricreare lo spazio intra-articolare, e per diminuire eventuali compromissioni del nervo sia a livello lombare sia a quello cervicale.

Curare l’ernia con l’ozonoterapia

Ozonoterapia a LuganoL’ossigeno-ozonoterapia si è dimostrata un valido alleato nella cura di questa patologia, in quanto ha una potente azione antiinfiamatoria e antidolorifica. L’azione antinfiammatoria è dovuta al fatto che l’O2-O3 (Ossigeno-Ozono), favorisce l’eliminazione delle sostanze mediatrici del dolore e dell’infiammazione, come l’istamina, la serotonina, le prostaglandine, ecc., (sempre in modo del tutto naturale). In questo caso la tecnica consisterà in infiltrazioni sottocutanee paravertebrali.

Attualmente le tecniche utilizzate per il trattamento dell’ernia discale sono:

  • Paravertebrale
  • Intraforaminale con guida radiologica (TAC)
  • intradiscale

Tecnica paravertebrale

Rappresenta la tecnica storica, “la madre” di tutti i trattamenti con ozono della colonna vertebrale. Senza dubbio è la metodica più utilizzata. Relativa semplicità, grande efficacia terapeutica, nessun effetto collaterale (con tecnica adeguata), nessuna controindicazioni. Il paziente deve essere disposto su un lettino con la schiena rivolta verso l’alto. Identificato lo spazio sede dell’ernia o della protrusione si somministra una miscela di ossigeno-ozono in corrispondenza dei muscoli posti lateralmente alla colonna vertebrale. La somministrazione avviene attraverso aghi molto sottili e normalmente, non risulta particolarmente dolorosa.

In assenza di deficit neurologici una scelta intelligente è quella di partire da tecniche poco invasive per terminare, in assenza di risposta, con tecniche più invasive. Questo approccio rappresenta il criterio suggerito dalle maggiori società scientifiche. Quando scegliete una terapia (conservativa o chirurgica) chiedete sempre le percentuali di successo e di recidiva e soprattutto, quali sono le complicanze associate alle diverse tecniche.

TERAPIA RICONOSCIUTA DALLA CASSA MALATI

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2019-11-20T22:53:58+01:00